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La Comunità come fondamento della vita pubblica

Abitare Generativo

Quando la comunità nasce prima dei muri

Abitare Generativo: Il caso del "Condominio IL NESPOLO” a Bergamo.

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Di seguito il reportage della visita al progetto abitativo concluso da qualche mese, situato nel quartiere Villaggio degli Sposi a Bergamo.

In un’epoca segnata dalla frammentazione sociale e dall’isolamento, emerge a Bergamo un nuovo modello di abitare che cerca di reinterpretare in chiave moderna le antiche logiche delle corti e delle cascine. Non si tratta solo di costruire edifici, ma di riorganizzare forme dell'abitare che siano un po' un antidoto alla quotidianità caratterizzata spesso dal tema dell’isolamento e della solitudine.

Il progetto, guidato dalla cooperativa ‘È.one Abitarègenerativo Srl’, nuove forme dell'abitare, e ispirato dall’idea GENERAVIVO, con figure di riferimento come Johnny Dotti, pone al centro la dimensione comunitaria e dell'accoglienza, nell’ambito di un intervento di edilizia convenzionata realizzato in Via Francesco Domenico Guerrazzi a Bergamo.

1. La Genesi: Costruire relazioni, non solo case

La filosofia alla base di GENERAVIVO inverte il paradigma immobiliare classico: e quindi sono "più importanti gli abitanti delle abitazioni".

Il progetto del condominio IL NESPOLO è stato sviluppato in pieno periodo Covid, sfruttando il digitale per aggregare persone attorno a una diversa visione dell’abitare: ogni inquilino si rende disponibile a condividere con gli altri una parte del proprio tempo rendendo disponibili le proprie competenze e nel complesso sono presenti parti destinate alla vita comune. I valori guida per la vita comune sono: Libertà, Partecipazione, Cura, Ambiente. La regola aurea per la partenza è stata chiara fin da subito: senza raggiungere il 70% del venduto, l'operazione non sarebbe partita, non solo per ragioni bancarie, ma per validare l'interesse reale delle persone.

Il processo di selezione non è avvenuto tramite categorie rigide, ma attraverso una naturale scrematura basata sulla condivisione dei valori di base del progetto. Per mesi, prima ancora di avere le chiavi di casa, i futuri abitanti si sono incontrati mensilmente, condividendo pranzi e cene, conoscendosi e crescendo comunitariamente prima ancora di diventare “vicini di casa”.

Questo percorso è servito a generare una “fiducia concreta” e ad allenare il gruppo alla gestione del “conflitto”, considerato non un ostacolo ma una parte inevitabile e vitale della convivenza. L’obiettivo non è l’utopia che tutti vadano d’accordo sempre, ma avere un "zoccolo duro" (circa il 30%) di persone fortemente motivate che facciano da traino per gli altri.

2. Il Mix Sociale e la “Fiducia Concreta”

Una delle caratteristiche distintive di GENERAVIVO è l'intergenerazionalità. Nel condominio IL NESPOLO, circa il 45% dei residenti sono giovani. Questo risultato è stato ottenuto anche grazie a un meccanismo di solidarietà interna: in una fase causata dall’impennata dei prezzi nell’edilizia alcuni soci più anziani e con maggiore disponibilità economica hanno anticipato quote di capitale più alte per permettere ai più giovani di poter anticipare quote più basse, arrivando così a coprire i costi iniziali di progettazione e accedere così al mutuo con un anticipo medio del 15%.

Il complesso consegnato ai soci a luglio 2025 ospita 56 unità abitative. Sebbene molte famiglie siano composte da persone sole o coppie senza figli (riflettendo il trend demografico nazionale), il progetto mira a creare un ambiente dove le relazioni e il senso di comunità possa incoraggiare anche la natalità futura.

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3. La Fragilità come Risorsa Fondativa

La cooperativa sociale Namasté è parte integrante e fondativa del progetto. La presenza della fragilità non è un accessorio, ma un elemento necessario per la comunità.

All'interno del complesso immobiliare vi sono appartamenti destinati all’affitto, altri dedicati a studenti universitari, altri ancora per persone con disabilità (supportate da educatori o in percorsi di autonomia) e un'unità oggi destinata all'accoglienza di donne vittime di violenza, gestita in collaborazione con le Suore Poverelle.

Gli spazi comuni sono costituiti oltre che dal giardino condominiale, dagli orti, dalla stanza del silenzio (per incontri di preghiera e meditazione), dalla sala per l’attività ludica dei bambini, dalla sala comune per riunioni, pranzi e feste dei condomini, da uno studio medico con palestra per fisioterapia e osteopatia – aperto al quartiere.

La visione dell'accoglienza delle eventuali persone in difficoltà è pragmatica e rispettosa: si evita l'approccio del "ti salviamo".

Come illustrato da Matteo Sana, responsabile dello Sviluppo e Innovazione Sociale della cooperativa ‘È.one Abitarègenerativo Srl’, chi viene accolto ha bisogno dei propri tempi e spazi, e la comunità impara a offrire supporto senza invadenza.

Anche alcune famiglie che hanno acquistato l’abitazione condividendo i principi ispiratori della costruenda comunità hanno figli con disabilità ed hanno scelto questo luogo proprio per la rete di protezione sociale implicita nel modello.

4. Aspetti Tecnici e Vincoli

Dal punto di vista urbanistico, l'operazione rientra nell'edilizia convenzionata e ciò comporta un vincolo di mantenimento della residenza per i primi cinque anni (salvo eccezioni come trasferimenti lavorativi) nonché tetti massimi al prezzo di rivendita o affitto per la durata della convenzione (20 anni).

La forma giuridica scelta è stata la cooperativa edilizia, una necessità dettata anche dall'aumento dei costi delle materie prime che ha reso insostenibile l'appalto a un unico general contractor; la cooperativa ha quindi gestito direttamente circa 50 fornitori.

Una volta terminata la costruzione, la cooperativa evolverà in altra forma giuridica: mantenendo la proprietà di alcuni spazi comuni (come l'ambulatorio e la casa sociale) e si trasformerà per gestire i servizi e le relazioni col quartiere.

5. Governance: L'arte del "Lasciar Andare"

Il modello di GENERAVIVO si basa su quattro verbi: Desiderare, Far nascere, Curare e Lasciar andare, ovvero le azioni che da sempre, nella storia dell’umanità, i genitori compiono nei confronti dei loro figli.

In questa fase i promotori (inclusa la cooperativa Namasté) stanno facendo un passo indietro nelle varie attività di gestione, per permettere agli abitanti di autogestirsi.

Sono nati infatti gruppi di lavoro autonomi – costituiti dai vari condomini - su vari temi (il verde, il fotovoltaico, la stanza del silenzio); ad esempio, un gruppo di giovani abitanti sta gestendo autonomamente la convenzione con il Comune per la realizzazione degli orti collettivi.

L'obiettivo è che la comunità cammini sulle proprie gambe, anche attraverso le difficoltà e le differenze, senza dipendere indefinitamente dai fondatori.

6. Oltre Bergamo: Replicabilità del Modello

Il successo ottenuto sta portando alla replicazione del modello in altri contesti, adattandolo alle specificità locali.

Sono in corso progetti a Brescia (Castenedolo) e iniziative a Milano in collaborazione con Lombardini 22, dove si sta progettando un recupero di spazi parrocchiali per creare alloggi per giovani professionisti, unendo welfare aziendale e rigenerazione urbana.

In Sicilia, nel borgo di Vita, si sta lavorando sul “senso” della comunità per rigenerare un paese colpito dal terremoto.

‘è.one abitarègenerativo S.r.l.’ non si preoccupa di realizzare e vendere solo muri, ma di creare un “sogno di umanità condivisa”, dove l'abitare diventa un atto collettivo e consapevole di resistenza all'isolamento moderno, un nuovo modo di intendere la convivenza e la vicinanza che in un futuro non molto lontano possa fattivamente creare contesti in cui gli elevati costi che le amministrazioni dedicano ai servizi sociali e di cura della persona possano essere ridotti grazie al ritorno al “senso comunitario” tra vicini di casa, caratteristico dei piccoli borghi, delle vecchie corti, della vecchia edilizia economica popolare.

02/02/2026

Alessandro Donadi
Lorenzo Didonè
Daniele Madella

 
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