La difesa non può essere lasciata soltanto alle armi
Una difesa fondata non soltanto sugli armamenti, ma anche sulle relazioni, sulla diplomazia e sulla capacità di prevenire i conflitti prima che degenerino.
È questa la riflessione portata in Consiglio comunale da Lorenzo Didonè, consigliere del gruppo Damiano Tommasi Sindaco ed espressione di DemoS – Democrazia Solidale, durante il dibattito sulla campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile”.
La campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile” sostiene una proposta di legge di iniziativa popolare, depositata in Corte di Cassazione. L’obiettivo è istituire un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta.
La mozione del Consiglio è stata approvata con il voto favorevole di tutti i 22 componenti presenti, senza contrari né astenuti.
Consigliere comunale
Gruppo DTS
Dirigente di Demos
Nel suo intervento Didonè ha rimesso al centro una domanda politica essenziale: che cosa significa davvero difendere un Paese e la sua comunità?
La risposta non può essere affidata automaticamente alla crescita degli arsenali. Difendere significa anche prevenire, mediare, proteggere le comunità e intervenire prima che una crisi diventi guerra.
La sicurezza si costruisce anche prima del conflitto: attraverso prevenzione, solide relazioni diplomatiche e responsabilità civile.
Un’iniziativa storica che nasce dal basso
La campagna si inserisce in un percorso nazionale di partecipazione popolare. La proposta di legge mira a istituire un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta.
Per Didonè, il valore della proposta sta anche nel suo nascere dal basso: la politica torna a essere uno spazio nel quale le persone riconoscono il proprio valore e scelgono l’impegno.
Scegliere di partecipare.
Parlare diversamente di difesa e diplomazia
Didonè ha richiamato anche le difficoltà dell’Europa, ancora segnata da sistemi di difesa differenti, da una politica estera incompleta e da spese militari ingenti.
Prevenzione, dialogo e relazioni internazionali non sono elementi accessori: sono strumenti di sicurezza e di difesa.
Quando la guerra torna a sembrare una soluzione
Il periodo storico mostra segnali preoccupanti. La competizione per le risorse e il ritorno della logica di potenza rischiano di rendere nuovamente credibile la guerra come via d’uscita dalle crisi.
La pace non si proclama soltanto. Si prepara.
Ascoltare le ragioni altrui non significa rinunciare alle proprie.
Significa evitare che il conflitto cancelli la possibilità stessa della politica.
Quando ogni mossa richiama quella dell’avversario
Didonè ha concluso con una metafora capace di mostrare il rischio di una difesa affidata soltanto alla logica militare.
La difesa civile, non armata e nonviolenta prova a interrompere questo automatismo, costruendo strumenti di prevenzione, dialogo e mediazione. È dentro questa visione che Didonè ha annunciato il voto favorevole del gruppo Damiano Tommasi Sindaco.
Leggi il testo approvato dal Consiglio comunale di Verona.
Leggi la mozione

