Democracy, Peace, Life: Essentials.

DEMOS - Democrazia Solidale Verona
La Comunità come fondamento della vita pubblica

Un'altra difesa è possibile
Dal Consiglio comunale

La difesa non può essere lasciata soltanto alle armi

Lorenzo Didonè interviene sulla proposta per una difesa civile, non armata e nonviolenta
Quando ogni mossa militare richiama quella dell’avversario, lo spazio delle alternative si restringe.

Una difesa fondata non soltanto sugli armamenti, ma anche sulle relazioni, sulla diplomazia e sulla capacità di prevenire i conflitti prima che degenerino.

È questa la riflessione portata in Consiglio comunale da Lorenzo Didonè, consigliere del gruppo Damiano Tommasi Sindaco ed espressione di DemoS – Democrazia Solidale, durante il dibattito sulla campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile”.

La campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile” sostiene una proposta di legge di iniziativa popolare, depositata in Corte di Cassazione. L’obiettivo è istituire un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta.

La mozione del Consiglio è stata approvata con il voto favorevole di tutti i 22 componenti presenti, senza contrari né astenuti.

Non si tratta di negare il bisogno di sicurezza.
Si tratta di non ridurlo alla sola disponibilità delle armi.
Lorenzo Didonè, consigliere comunale di Verona
Lorenzo Didonè
Consigliere comunale
Gruppo DTS
Dirigente di Demos

Nel suo intervento Didonè ha rimesso al centro una domanda politica essenziale: che cosa significa davvero difendere un Paese e la sua comunità?

La risposta non può essere affidata automaticamente alla crescita degli arsenali. Difendere significa anche prevenire, mediare, proteggere le comunità e intervenire prima che una crisi diventi guerra.

Didonè non contrappone la pace alla difesa. Propone di allargarne il significato.

La sicurezza si costruisce anche prima del conflitto: attraverso prevenzione, solide relazioni diplomatiche e responsabilità civile.

Un’iniziativa storica che nasce dal basso

La campagna si inserisce in un percorso nazionale di partecipazione popolare. La proposta di legge mira a istituire un Dipartimento dedicato alla difesa civile, non armata e nonviolenta.

«È un momento molto importante, analogo alle iniziative popolari e politiche che a suo tempo hanno portato all’attivazione del servizio civile. È perciò un’iniziativa storica».

Per Didonè, il valore della proposta sta anche nel suo nascere dal basso: la politica torna a essere uno spazio nel quale le persone riconoscono il proprio valore e scelgono l’impegno.

Non attendere il cambiamento dall’alto.
Scegliere di partecipare.

Parlare diversamente di difesa e diplomazia

Didonè ha richiamato anche le difficoltà dell’Europa, ancora segnata da sistemi di difesa differenti, da una politica estera incompleta e da spese militari ingenti.

La difesa non è soltanto una risposta alla minaccia. È anche il lavoro necessario per impedirle di crescere.

Prevenzione, dialogo e relazioni internazionali non sono elementi accessori: sono strumenti di sicurezza e di difesa.

Quando la guerra torna a sembrare una soluzione

Il periodo storico mostra segnali preoccupanti. La competizione per le risorse e il ritorno della logica di potenza rischiano di rendere nuovamente credibile la guerra come via d’uscita dalle crisi.

La pace non si proclama soltanto. Si prepara.

«Gli altri non sono solo dei nemici da combattere, ma delle persone che, come noi, vogliono vivere e con le quali si può cambiare assieme la realtà».

Ascoltare le ragioni altrui non significa rinunciare alle proprie.

Significa evitare che il conflitto cancelli la possibilità stessa della politica.

Quando ogni mossa richiama quella dell’avversario

Didonè ha concluso con una metafora capace di mostrare il rischio di una difesa affidata soltanto alla logica militare.

«Se lasciamo la difesa solo alle armi, a chi le produce e a chi le usa, è come giocare a tris: una mossa chiama automaticamente quella dell’avversario e alla fine non restano alternative alla guerra. Questo non deve succedere».
Il problema non è soltanto chi compie la prima mossa.
È un gioco nel quale le mosse successive sembrano già determinate.

La difesa civile, non armata e nonviolenta prova a interrompere questo automatismo, costruendo strumenti di prevenzione, dialogo e mediazione. È dentro questa visione che Didonè ha annunciato il voto favorevole del gruppo Damiano Tommasi Sindaco.

Difendere non significa soltanto prepararsi a rispondere a una minaccia.
Significa anche impedire che la guerra diventi l’unica risposta possibile.

Leggi il testo approvato dal Consiglio comunale di Verona.

    Leggi la mozione
Dal Consiglio comunale di Verona
◆
Un approfondimento di DemoS Verona
 
Revisione assistita IAImmagini assistite da IA